Microsoft brevetta il comando sudo
Microsoft ha ottenuto il brevetto per il comando sudo o meglio quello che ha ottenuto descrive perfettamente il comportamento che ha sudo nei sistemi unix.
Come penso tutti sapranno questo comando permette di elevare i privilegi dell’utente attualmente loggato in modo che possa eseguire operazioni a lui non permesse come installare programmi o modificare delle impostazioni del sistema operativo. Ovviamente non esiste solo il comando, ma anche un’interfaccia grafica diversa a seconda dell’ambiente desktop utilizzato (kde, gnome … ).

Bisogna quindi specificare che questo comando è stato inventato ed implementato nel lontano 1980 da Bob Coggeshall e Cliff Spencer che lavoravano nel Dipartimento di informatica all’università statale di New York. La macchina in cui fu implementato era un VAX-11/750 in cui era installato 4.1BSD un antenato del moderno FreeBSD (A brief history of sudo).
Ecco dunque cosa recita l’abstract del brevetto presentato il 22 Aprile del 2005 e in questi giorni approvato dall’ufficio brevetti (United States Patent: 7617530):
Systems and/or methods are described that enable a user to elevate his or her rights. In one embodiment, these systems and/or methods present a user interface identifying an account having a right to permit a task in response to the task being prohibited based on a user’s current account not having that right.
Traduzione: Sistemi e/o metodi che abilitano un utente a elevare i suoi diritti. Esempio: questi sistemi e/o metodi presentano un’interfaccia che identificano un utente che ha i diritti per permettere l’esecuzione di una certo task in risposta alla divieto di esecuzione che ha l’utente corrente.
E’ l’esatta descrizione di quello che fa il comando sudo. Per fortuna i brevetti in Europa non esistono, ma anche negli USA dovrebbero essere soggetti ad una grossa riforma, la colpa in questi casi non è della Microsoft che come qualsiasi altra azienda può richiedere quello che vuole, ma dell’ufficio brevetti che concede tutto troppo facilmente per cose troppo banali.
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