Aggiornamenti Mandriva cooker – Xorg e CPU al 100%

Continua l’avanzata di Mandriva cooker verso la 2010.1 Spring che è prevista per Giugno. In questi giorni ho deciso di cambiare ambiente desktop predefinito e provare Gnome 2.30.

Il desktop è piuttosto stabile e non da alcun problema, uso anche il dock Avant Window Navigator 0.4.0 che funziona ottimamente.

Un problema che si sta verificando in questi giorni è causato dal GDM, il login manager di Gnome, che porta Xorg ad un consumo eccessivo della CPU. Detto in parole semplici la CPU rimane al 100%. Questo si verifica al primo login, cioè dopo aver avviato il sistema operativo e essere entrati in GNOME. Se si procede al logout e ad un successivo login il problema scompare.

Il bug è già stato segnalato (https://qa.mandriva.com/show_bug.cgi?id=58878 ) e sembra che per risolvere si debba disabilitare la funzionalità speedboot, almeno momentaneamente finché non ci sarà una correzione del bug.

Speedboot è stato introdotto nelle ultime versioni della distribuzione (dalla 2009.1) e permette di velocizzare l’avvio del sistema operativo caricando prima i servizi necessari ad avviare Xorg e i restanti in background. Talvolta questo introduce dei problemi come questo. Per disabilitarlo editare il file  /etc/sysconfig/speedboot e sostituire la stringa “SPEEDBOOT=auto” con “SPEEDBOOT=no“.

Tra gli altri aggiornamenti Xorg giunge alla versione 1.7.6.902, una versione beta che lo porterà alla 1.7.7. Potrebbe essere anche questa la causa del problema precedente.

Un’altra particolarità da segnalare è il nuovo pacchetto gdm-220 presente nei repository contrib. Il nuovo GDM della serie 2.30 supporta nuove funzionalità (come una maggiore compatibilità con plymouth), ma a quanto pare potrebbe essere instabile e portare qualche problema, gli sviluppatori hanno quindi rilasciato questo pacchetto che se installato sostituisce il nuovo GDM e ripristina la vecchia versione. Maggiori informazioni: [Cooker] ANNOUNCE : new gdm landing in cooker

Non sono presenti altre novità di rilievo e nei prossimi giorni dovrebbe uscire la beta2.

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Installare Mandriva da hard disk

Ieri ho dovuto installare Mandriva su un mio PC. Il mio supporto preferito è il DVD, scaricando infatti la versione Free (iso da 4.3GB) si ottiene un’immagine completa con molto software disponibile, si ottiene un’installazione più pulita e si ha la possibilità di scegliere sia l’ambiente desktop, sia i vari programmi da installare (classificati anche per categoria).

Il problema del DVD è che bisogna avere un DVD e un lettore DVD sul PC in cui si installa il sistema operativo, per il secondo non ci sono problemi, ma per il primo ieri né ero sprovvisto e non avevo voglia di uscire per andarne a comprare uno.

Cercando su Google ho scoperto che è possibile installare Mandriva lasciando la iso del DVD appena scaricata su hard disk. Per avviare il PC serve comunque cd o una memoria usb che permetta di avviare il programma di installazione. Questo lo si può trovare in un qualsiasi mirror Mandriva nel percorso  “official/2010.0/x86_64/install/images/“, adattandolo ovviamente alla versione e all’architettura utilizzata.

In questo percorso si trovano diversi file, due sono quelli che servono: all.img può essere copiato nella memoria usb con il comando “dd if=all.img of=/dev/sdb” (sdb è la meoria usb), boot.iso è un’immagine iso da masterizzare su un cd.

Avviando il PC con una delle immagini sopra citate, appare un menu che chiede quale metodo di installazione si vuole utilizzare. Si può scegliere di fare l’installazione da rete, oppure se si sceglie hard disk verrà richiesto il percorso dove si trova l’immagine iso, superati questi passaggi l’installazione procede nel modo classico e molto velocemente.

Per la cronaca questa volta ho voluto cambiare desktop e scegliere GNOME, si può comunque installare kde in futuro, scegliendo dal gestore pacchetti “task-kde4” oppure “task-kde4-minimal” se si vuole fare un’installazione minima.

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Android su iPhone – Si può fare!!!!!

Come si dice nel famoso film “Si può fare!!!”, far funzionare Android e quindi linux su iPhone. Lo mostra uno sviluppatore che nel suo blog si firma “planetbeing” e dove mostra anche la procedura che ha sviluppato per effettuare il porting.

Certo non è cosa da tutti, anche perché non so quanti di voi mettano a rischio a cuor leggero un hardware dal costo che si aggira sui 500 Euro. Comunque nel video successivo si vede appunto un iPhone che inizialmente viene utilizzato con il suo sistema operativo predefinito e al successivo riavvio permette di scegliere quale avviare. Scegliendo linux appare il classico boot testuale e dopo poco tempo il desktop classico di Android.

Dal video sembrano supportate tutte le funzionalità, WiFi, musica, connessione ad internet, arriva anche una chiamata da skype.

Penso che prossimamente assisteremo una nuova guerra dei linuxiani contro i sistemi operativi preinstallati sugli smartphone, così come succede ora con i PC e Windows. :-)

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Plugin ODF per MS Office a 90$

Il plugin ODF permette a Office 2007 di salvare e aprire documenti nel formato di OpenOffice. La suite Microsoft permette già di gestire il formato ODF, ma solo la versione 1.0, mentre per la versione 1.2 più recente è disponibile appunto il plugin closed source.

Se fino a poco tempo era scaricabile gratuitamente per incentivare e diffondere l’uso del formato open, attualmente viene venduto a ben 90$. Questa è una delle prime conseguenze dell’acquisizione di Sun da parte di Oracle e di conseguenza molti prodotti tra cui Java, VirtualBox, OpenOffice.org, etc…

Sinceramente mi sembra assurdo mettere a pagamento un plugin che dovrebbe incentivare il passaggio a OpenOffice.org, se poi il prezzo è 90$ penso che al marketing di Oracle facciano uso di droghe. Pochi giorni Microsoft ha comunicato di aver terminato lo sviluppo Office 2010 e quindi è stata rilasciata internamente la RTM. Presso il Microsoft Store è già possibile preacquistare la suite per l’ufficio e il prezzo per la “Home & Student” ha un prezzo pari a 139 Euro. Il plugin quindi ha un prezzo quasi pari a quanto Office completo. Se si considerando eventuali opzioni OEM il prezzo si abbasserà ulteriormente.

Non mi esprimo ulteriormente i numeri parlano già da soli.

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Google Chrome perde “http://”

Quelli di voi che usano la versione di sviluppo di Google Chrome avranno notato sicuramente come nell’ultima build sia stata tolta la stringa “http://” nella barra del browser, permangono invece le stringhe “https://” e “ftp://”.

Dopo il cambiamento un utente ha aperto un bug report segnalando il problema, uno degli sviluppatori ha quindi risposto che questo non è un bug, ma piuttosto una features. Se si esclude il fatto estetico, il problema risiederebbe nel momento che si effettua un copia/incolla dell’indirizzo, infatti molti applicativi web richiedono la presenza della stringa “http://”.

A seguito della segnalazione molti utenti sono intervenuti chiedendo la reintroduzione della stringa e quindi il ritorno alla situazione precedente. Al momento in effetti non è chiara la motivazione che ha spinto Google alla rimozione di http e può essere che nelle prossime build farà la sua ricomparsa. E’ vero comunque che quella stringa è abbastanza inutile essendo presente e quindi ridondante in tutti gli indirizzi e assume importanza solo nel caso di siti protetti (https) e server ftp. E’ anche vero però che la sua rimozione mi sembra alquanto inutile.

La pagina della segnalazione del bug è code.google.com/p/chromium/issues/detail?id=41467 (senza http :-) )
Come si vede sono presenti 167 commenti di utenti scontenti e alcuni minacciano di ritornare a Firefox se la situazione permarrà.

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